|
ANTONIO PAOLA

Antonio PAOLA
Antonio Paola nacque a CONFLENTI il 25 gennaio 1825 da una famiglia che
vantava tradizioni, di onestà e di studi. In essa visse fino a quando
non entrò nel seminario di Nicastro che in quei tempi era il migliore
istituto scientifico culturale della provincia, dove era vissuto Antonio
da Fiorenza conosciuto come maestro di Tommaso Campanella.
Un
giorno del 1848 entra nell'istituto un novizio quattordicenne. È
Francesco Fiorentino. I due si conoscono e restano sempre legati
fraternamente.
Nell'istituto é però Antonio Paola che tiene il campo e lo stesso Carlo
Maria Tallarigo che fu compaesano del Paola, e del Fiorentino collega
nell 'ateneo napoletano, così si esprimeva: Nel
seminario Fiorentino continuò con ardore i suoi studi. Imparava dai
maestri, imparava dai giovani più avanti di lui nell'età e negli studi;
e molto imparò, massime in materia di filosofia, dall'alunno Antonio
Paola.
Poi i
due si separarono. Fiorentino, spirito irrequieto ed esuberante, passa
dall'insegnamento medio all'insegnamento universitario, alle lotte
elettorali, al fragore delle armi garibaldine.
A.
Paola continua la sua carriera ecclesiastica e diventa canonico.
Da
Martirano, dove rimane alcuni anni come canonico e insegnante privato,
viene chiamato a dettare filosofia prima nel ritiro di Scigliano,
quindi, per volere del vescovo Barberi, nel seminari di Nicastro. Poi é
la volta di Spoleto, dove insegna filosofia ed etica in quell'istituto
tecnico.
Pietro Ardito, che insegnò assieme a lui in Umbria, gli dedicò "Artista
e critico ", un’opera ingiustamente poco studiata,
con la seguente lettera che riportiamo:

Francesco FIORENTINO
Sambiase1834
- Napoli 1884
Carissimo amico,
la
tua modestia é troppo singolare perch'io non senta il dovere di proporla
come nobile esempio alla gioventù.
Gran pensatore e maestro, tu hai vissuto contento di istruire ed educare
una nobile schiera di giovani, dei quali son venuti fuori parecchi,
valentissimi insegnanti, che oggi nella privata e nella pubblica
istruzione onorano le lettere e le scienze; e se una cosa sola é a
lamentare, e permetti che tel dica, é il non aver voluto dare alla luce
lo tue lezioni di filosofia e diritto che, dettate con profondità di
dottrina o insegnate con amore o giudizio, furono le basi di una
feconda cultura nella nostra Calabria.
Al tuo caro e rispettabile nome ora io voglio dedicare questi miei studi
letterari.
Quanti i legami che ci stringono e come i nostri cuori han trovato
sempre una rispondenza nel non breve periodo che abbiamo insieme
percorso!
Amici nell'età delle speranze o delle illusioni, abbiamo seguito la
stessa via in quella delle lotte e dei disinganni; ma sempre ti ho visto
con coscienza serena e tranquilla attendere al tuo dovere di istruire ed
educare la gioventù, prima nella nostra provincia e ora in questa
seconda patria, Spoleto, ove oltre il ginnasiale tieni ancora nell’
istituto tecnico l’insegnamento dell’Etica civile e della Filosofia;
Accetta dunque questo mio lavoro, del quale anche tu hai approvato
il concetto e il metodo che mi son proposto e serbami la tua carissima
amicizia alla quale presto un culto riverente.
Spoleto ottobre 1878
Tutto
tuo
Pietro
Ardito
L'amore per la terra natia e la sua malferma salute lo costrinsero ad
abbandonare Spoleto. Il ginnasio di Nicastro costituisce l'ultima tappa
del suo apostolato.
Morì a
Conflenti, dove era nato, il 21 luglio 1882
(estratta da un Articolo
sul Grandangolare del ccep-U.N.L.A. dell’ottobre 1973)
|