|
Nel 1607 il santuario fu elevato a
Basilica.
Nel corso dei vari secoli la chiesa fu
ampliata e più volte rimaneggiata.
Agli inizi del 1900, nella navata
centrale fu innalzato un ricco altare in marmo, consacrato dal vescovo
monsignor Domenico Valensise, nel quale furono collocate le reliquie dei
Martiri S. Lorenzo, S.
Innocenzo, Santa Liberata, Santa
Vittoria, Santa Blanda e Santa Filomena.
Il Tabernacolo presenta una preziosa
porticina in argento lavorato a bassorilievo, in cui è raffigurato il
Buon Pastore.
Sull’altare maggiore in una nicchia, è
collocata la statua lignea della Madonna delle Grazie, risalente
al XVIII Secolo.
Sempre sull’altare maggiore, al di sopra
della nicchia, è custodito il "Quadro Divino", dipinto da “mani
angeliche”.
Secondo la tradizione, infatti, nel 1581,
il pittore messinese Muzio Roblani fu incaricato di dipingere un’icona
raffigurante la Vergine apparsa a Visora, da sistemare nella nuova
chiesa; ma il 9 luglio, quando il Roblani e alcuni cittadini di
Conflenti si recarono nel santuario, per accingersi a realizzare
l’opera, trovarono la tela già ultimata.
Nel Quadro Divino è raffigurata la
Madonna avvolta in un manto azzurro che si ripiega dolcemente sul
davanti.
La Vergine
tiene tra le mani un lino bianco finemente ricamato e tra le sue braccia
siede il Bambino che con la mano sinistra regge un libro, mentre con la
destra benedice il popolo.
Le decorazioni all'interno del santuario
risalgono invece, al 1907 e sono opera dei fratelli Franchini di Milano,
mentre i bozzetti degli stucchi dell'altare maggiore sono stati eseguiti
dal pittore Giuseppe Cassioli di Firenze.
Sul soffitto della navata centrale si
possono ammirare tre grandi tele, opera dei pittori Zimatore e Grillo di
Pizzo Calabro: l’Apparizione della Vergine, il martirio di S. Andrea, S.
Giovanni Battista.
Nella navata centrale sono state
collocate otto vetrate istoriate che hanno per soggetto gli episodi più
importanti della vita di Maria: l’annunciazione, la visita a S.
Elisabetta, la nascita di Gesù, la presentazione al Tempio, le nozze di
Cana, la Madonna al Calvario, la discesa dello Spirito Santo su Maria e
gli Apostoli, l’Assunzione.
Sulle pareti laterali del presbiterio vi
sono invece quattro tele, opera di padre Stefano Macario: la fuga in
Egitto, l’emigrazione; il lavoro nella casa di Nazaret, il lavoro nei
campi.
Dalla navata laterale destra si accede
alla sacrestia. Gli arredi interni, in ciliegio, risalgono al
1893 e furono realizzati dai fratelli Pingitore.
In sacrestia, in una nicchia è custodita
una preziosa statua della Vergine in Trono col Bambino: si tratta di una
piccola statua in marmo bianco di Carrara, risalente all’età barocca.
All’esterno la facciata restaurata nel
1970, presenta tre portali in pietra verde del Reventino.
Oggi il Santuario è uno dei più
importanti luoghi di culto della Calabria meta continua di
Pellegrinaggi, ed è stato inserito negli itinerari per il
Giubileo del 2000.
|