Caso De Mauro. L’esame anatomico patologico stabilirà a chi appartiene la salma
Oggi i prelievi sul cadavere


Il cimitero di Conflenti è stato tenuto sotto stretta vigilanza



LAMEZIA TERME - Dopo cinque giorni dalla decisione del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Gerardo Dominijanni di riesumare la salma nel cimitero di Conflenti (come anticipato dal Quotidiano della Calabria) che dovrebbe essere di Salvatore Belvedere, ma secondo alcuni pentiti potrebbe invece essere quella del giornalista Mauro De Mauro, si svolgeranno stamattina alle 9 le operazioni di esame sul cadavere. Dominijanni ha incaricato come perito il medico legale Giulio Di Muzio che dovrà effettuare l'esame anatomico patologico insieme ad alcuni esperti dell'Università di Catanzaro. I prelievi saranno poi comparati con il Dna del figlio di Salvatore Belvedere, Pasqualino (che forse sarà presente stamattina alla riesumazione) per accertare se il cadavere è dell'uomo lametino scomparso dopo essere evaso dal carcere di Lamezia nel giugno del 1970, insieme a Pino Scriva e altri, e ritrovato nelle campagne di Conflenti carbonizzato in una buca nell'agosto del 1971. Era stato il figlio di Belvedere, Federico, a riconoscere il cadavere del padre mediante una cinta dei pantaloni.
Federico Belvedere è deceduto per un infarto nel 2002 e l'unico figlio è Pasqualino che ieri al Quotidiano ha rivelato di non essere mai stato certo che in quella tomba del cimitero di Conflenti ci fossero i resti del padre, aggiungendo che negli anni 80 non gli era stato rilasciato un certificato di morte dal comune di Lamezia perché il padre non risultava deceduto. Una circostanza che non fa altro che infittire ancora di più il mistero che comunque presto sarà svelato, anche se a distanza di 36 anni. “Elementi nuovi”, “fonte attendibile”, hanno convinto il sostituto della Dda Dominijanni a riaprire il caso. Era l'agosto del 1971 quando fu ritrovato il corpo in avanzato stato di decomposizione. Sei anni dopo il ritrovamento, nel 1978, la  Procura di Catanzaro riaprì il caso ordinando la prosecuzione delle ricerche di Salvatore Belvedere. Successivamente, nel 1984, il boss Antonio De Sensi avrebbe fatto delle rivelazionia un poliziotto in servizio
alla Questura di Catanzaro che in un certo senso confermavano i dubbi della procura di Catanzaro sul corpo ritrovato a Conflenti. De Sensi infatti raccontò che il cadavere trovato non era quello di Salvatore Belvederema del giornalista Mauro De Mauro, rapito e mai più ritrovato a Palermo il 16 settembre del 1970. De Sensi avrebbe svelato che la vicenda sarebbe scaturita da un accordo fra alcuni “pezzi da novanta” dell'epoca” della 'ndrangheta e di cosa nostra. Un accordo finalizzato a un duplice scopo, secondo i fatti dell'epoca, e ciò quello da un lato di agevolare la latitanza di Belvedere (che sarebbe fuggito in Corsica ) e  dall'altro di chiudere  il caso sulla sparizione del corpo di De Mauro. Uno dei tanti misteri d'Italia dunque che  si riapre in un piccolo comune della provincia di Catanzaro. Perché solo ora? C'è il massimo riserbo su questo e non si esclude che qualche altra “gola profonda” abbia potuto rivelare altri elementi che hanno riaperto il caso. Intanto, ieri è stata un'altra giornata di attesa per la piccola comunità di Conflenti. Il cimitero è stato tenuto sotto stretta vigilianza dalla polizia e dalle autorità comunali. E su questo caso, è intervenuto il presidente del consiglio provinciale di Catanzaro nonché ex sindaco di Conflenti, Giovanni Paola. “Guardo con grande apprensione - ha detto - l'evoluzione della vicenda  che riguarda la riapertura del caso Mauro De Mauro. L'avere appreso di una eventuale ignara ospitalità per circa 37 anni, nel piccolo ed assolutamente anonimo cimitero del Comune di Conflenti, di un personaggio così importante, consegnato come caso insoluto negli archivi dei misteri della storia italiana, procura un sentimento di preoccupazione misto a stupore. In questa fase, nella quale si attendono gli sviluppi dei rilievi scientifici ed è d'obbligo la massima cautela, il mio pensiero si avvicina alla famiglia dell'illustre giornalista, nei confronti della quale si è riaperta una ferita molto dolorosa, per lanciare un messaggio di vicinanza e di conforto”.


 

PUBBLICATO IL 23/09/2007 - FONTE ilquotidianodellacalabria.it

<<<